
Romano, figlio di un fabbro ferraio di Ronciglione e nipote di un falegname di via Giulia (in un quartiere del centro di Roma al tempo molto popolare) e quindi "popolano del miglior lignaggio", Petrolini frequentò fin da ragazzo i teatrini romani, improvvisandosi attore per divertimento. L'ambiente dei baracconi di Piazza Pepe, dove Petrolini fece le sue prime esperienze artistiche, è quello descritto più tardi nella sua commedia
Il padiglione delle meraviglie (1924): personaggi curiosi e pittoreschi, imbonitori, finti selvaggi e fenomeni di ogni genere.
Nel maggio 1907, a Genova, Ettore Petrolini e Ines Colapietro ottennero una scrittura dall'impresario Charles Séguin per una tournée in Sudamerica. La coppia si esibì in teatri e caffè-concerto in Argentina, Uruguay e Brasile, riscuotendo ovunque grande successo. Mentre Petrolini si trovava a Rio de Janeiro, però, un attacco di appendicite lo costrinse a restare lontano dalle scene per un mese. Dopo un'operazione d'urgenza e un periodo di convalescenza, la sua rentrée fu trionfale: tutti gli artisti del teatro rinunciarono alla paga in suo favore, e in una sola serata Petrolini incassò quattromila lire [1]. Dopo Rio, Petrolini rimase ancora qualche mese in Sud America.
Sarebbe ritornato per altre tournée nel 1909 e nel 1911-1912, esibendosi anche in Messico e a Cuba.
Oltre ad aver interpretato come attore le commedie di molti autori italiani, Petrolini firmò molte riduzioni di opere teatrali, da lui portate a nuova vita sulle scene italiane degli anni Venti e Trenta. La produzione del Petrolini commediografo si fece negli anni più ricca e complessa: dalle macchiette alle prime riviste, ai fortunati atti unici come Amori de notte e Romani de Roma, alle commedie degli ultimi anni: Gastone, Il padiglione delle meraviglie, Benedetto fra le donne, Chicchignola. Proprio in questi ultimi due testi, la drammaturgia petroliniana completa la sua evoluzione, e la comicità irriverente lascia il passo ad una riflessione più matura, allo stesso tempo amara e compassionevole, sulle debolezze umane.
Ormai affermato, Petrolini partì per una serie di tournée all'estero, in Egitto e nelle colonie italiane di Cirenaica e Tripolitania. Con la sua compagnia girò poi le principali città europee. A Parigi, ottenne quello che considera il più alto riconoscimento: venne invitato a recitare Il medico per forza alla Comédie Française, tempio di Molière. Si esibì anche a Londra, al Little Theatre; a Berlino, al Kurfüstendamm Theater; a Vienna, al Komödie Theater. Abbandonate definitivamente le scene nel 1935 perché sofferente di una grave forma di angina pectoris, Ettore Petrolini morì all'età di 52 anni, il 29 giugno 1936.[2]
La salma, vestita con il frac del suo notissimo Gastone fu tumulata presso il Cimitero del Verano. Il 19 luglio 1943, nel corso del primo bombardamento di Roma, un ordigno colpì la sua tomba, una cappella rettangolare, spezzando il busto di marmo e danneggiando gravemente la cassa contenente i resti dell'attore.
Opere