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AUTORI

Annibale Ruccello
(Castellammare di Stabia, 1956 – Roma, 12 settembre 1986)
Commediografo, attore e regista italiano, Annibale Ruccello si laureò in filosofia a Napoli nel 1977, con una tesi in antropologia culturale su La cantata dei pastori di Andrea Perrucci.

Fin da subito il suo interesse fu rivolto alla cultura popolare della Campania e di conseguenza al lavoro di ricerca che da anni Roberto De Simone stava realizzando con la Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Inizia a recitare a Torre del Greco presso la fondazione del Teatro del Garage di Gennaro Vitiello, laddove iniziarono anche altri noti artisti come Mario Martone e Enzo Moscato, suo grande amico fraterno, nonché suo futuro collaboratore artistico.

Nel 1978 fondò la cooperativa Il carro e in collaborazione con Lello Guida, cominciò a scrivere ed a mettere in scena i suoi primi lavori teatrali, ispirati in gran parte a materiali della cultura popolare.

Il suo primo lavoro autonomo è del 1980: Le cinque rose di Jennifer.

Dal sodalizio tra Il carro e il Teatro Nuovo di Napoli prende vita la cooperativa Teatro Nuovo-Il Carro nel 1982, che risulterà essere tra le migliori produzioni teatrali di quegli anni.

Nel 1983 scrive e mette in scena Weekend e Notturno di donna con ospiti. Con Weekend vince il premio IDI under 35.

Il suo capolavoro arriva nel 1985: si tratta di Ferdinando, con il quale vince due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 (anno della sua prima assoluta: San Severo, Teatro Verdi, 28 febbraio) come miglior messinscena, allestita personalmente da Ruccello con la splendida scenografia di Franco Autiero e interpretata da Isa Danieli, musa ispiratrice e destinataria di questo testo.

Completano la sua commediografia Anna Cappelli e Mamma: piccole tragedie minimali, presentato come al Primo Premio Gennaro Vitiello, nel maggio del 1986.

Un drammatico incidente automobilistico sull'autostrada Roma-Napoli, spezzò la sua promettente carriera, tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, si assiste ad una riscoperta e valorizzazione del suo repertorio, e all'affermazione di Ruccello come una delle voci più interessanti e originali del teatro italiano della seconda metà del XX secolo.