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La Contemporanea 83 s.c.a.r.l.   Compagnia del Teatro Moderno s.r.l.

presentano

OTTAVIA PICCOLO
in
BUENOS AIRES NON FINISCE MAI

di Vito Biolchini e Elio Turno Arthemalle
tratto dal romanzo “Le irregolari” di Massimo Carlotto

regia
Silvano Piccardi

Musiche originali di
Maurizio Camardi


“Buenos Aires non finisce mai” è un testo teatrale ispirato al romanzo-documento “Le irregolari (Buenos Aires horror tour)” di Massimo Carlotto. Commissionato all'autore da Ottavia Piccolo, è stato scritto da Vito Biolchini e Elio Turno Arthemalle, messo in scena da Silvano Piccardi, protagonista la stessa Piccolo.

Dall'agghiacciante e densissima materia contenuta ne “Le irregolari”, “Buenos Aires non finisce mai” (il titolo è un verso di “Milonga de un triste” di Maurizio Camardi, Massimo Canotto e Ricky Gianco) trae essenzialmente una storia di desaparicion, emblematica dell'immensa tragedia che ha segnato l'Argentina a partire dalla fine degli anni 70: un'intera generazione – 30.000 uomini donne e bambini - cancellata per volontà e per mano della giunta militare..

Proporre oggi, in Italia, una riflessione e una presa di coscienza su questo “buco nero” del XX secolo è un gesto civile che riguarda da vicino la nostra società: si celebra in questi giorni a Roma il processo contro alcuni militari della giunta accusati di aver fatto sparire cittadini argentini di origine italiana, compresa una bambina sottratta, appena nata in carcere, alla madre prigioniera, Laura Carlotto.

Il legame “di patrie” e l'attualità giudiziaria non sono gli unici impulsi da cui muove questa operazione: l'intera società civile deve essere portata a fare i conti con la propria passata disattenzione nei confronti di una tragedia che vede in primo piano non soltanto la responsabilità diretta della giunta militare, ma anche il silenzio colpevole della comunità internazionale, persino la più democratica e garantista, la diretta connivenza di potentati economici, cui si aggiunsero l'incoraggiamento e “l'assoluzione prenotata sul conto” di alti rappresentanti delle gerarchie della chiesa cattolica. Il tutto, beffardamente coperto dal gioioso clamore mediatico dei mondiali di calcio.

Un discorso scomodo, tanto più che nella follia della giunta militare c'era metodo, e proprio quel metodo - fatto di sparizioni improvvise, di annientamento della documentazione anagrafica relativa ai cittadini presunti scomodi e di dispersione dei loro resti  è stato esportato con grande fortuna in varie parti del mondo, ovunque fosse in atto un conflitto etnico e fino alle porte di casa nostra, nella
ex Jugoslavia. 

 A distanza di oltre vent'anni dai tragici avvenimenti, le madri e le nonne di Plaza de Mayo, nella loro pazza (las locas) e pervicace ricerca di verità e nell'instancabile tentativo di recuperare l'identità dei neonati di allora, “rubati” dai carcerieri e carnefici dei loro genitori, si trovano a dover dimostrare alle autorità, prima ancora che la sparizione dei congiunti, la loro precedente esistenza in vita.

Per questo motivo si è affacciata l'idea di un significativo coinvolgimento di “nonne italiane”, che partecipano al finanziamento dell'iniziativa “tassandosi” con contributi liberi: mischiare una testimonianza di coscienza civile con i meccanismi dello spettacolo e con l'esborso di danaro è operazione assai delicata. Per questo, la produzione sarà gestita nella massima trasparenza e, in ogni caso, dei fondi raccolti attraverso il “passaparola” della società civile il 50% sarà destinato alle necessità di messa in scena e di borderò giornaliero delle repliche; l'altro 50%, il “salvadanaio” delle nonne italiane, sarà messo a disposizione delle nonne della Plaza de Mayo, per contribuire alle spese delle loro numerose e sempre impari azioni di lotta per il ripristino della verità in Argentina e nel mondo.



Lo spettacolo è prodotto da

La Contemporanea 83 s.c.a.r.l.
Direzione artistica: Sergio Fantoni   Direzione organizzativa: Fioravante Cozzaglio

TEATRO MODERNO
di Claudio Padovani

Si ringrazia il Comitato Le donne di Milano per il sostegno dato allo spettacolo



Assistente alla regìa: Silvia Paoli – Collaborazione alle musiche: Alfonso Santimone (La  “Milonga de un triste – Buenos Aires non finisce mai” è di Maurizio Camardi e Ricky Gianco) Akka Edizioni musicali s.r.l. – Fotografie di scena : Anna Marceddu

Macchinista : Ermanno Pischedda – Elettricista: Corrado Meyer

Trasporti: Coop. Parione – Materiale elettrico : Glaux MLF 

Produzione realizzata da
Adriana Condò e Elisabetta Trippa


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