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“LA STRADA” DIVERTENTE E STRUGGENTE
Grande prova di Tosca e Massimo venturiello, anche alla regia
Divertente, travolgente, struggente. Non basta un unico aggettivo per descrivere lo spettacolo di mercoledì sera agli Agostiniani. Il rifacimento teatrale de "La Strada" di Fellini, offerta alla città dalla fondazione dedicata al regista riminese, ha registrato il tutto esaurito e applausi a non finire. Con la regia di Massimo Venturiello, che ricopriva anche i panni di Zampanò, e l'interpretazione di Tosca - una sperduta e tenerissima Gelsomina - lo spettacolo ha vinto la sua scommessa di proporre qualcosa di nuovo senza tradire Fellini.
Merito sicuramente delle musiche originali di Germano Mazzocchetti (i testi delle canzoni sono di Nicola Fano e Massimo Venturiello)
che hanno trasformato l'opera in una sota di commedia dell'arte cantata. L'adattamento teatrale era firmato da Tullio Pinelli, che con Ennio Flaiano aveva sceneggiato il film premio Oscar, e Bernardino Zapponi.
Suggestiva l'ambientazione, coloratissimi i costumi degli interpreti (oltre ai protagonisti principali figuaravano altri sei attori) che iportano in buona parte dello spettacolo l'atmosfera circense.
Brillante e scintillante la parte iniziale dell'opera che man mano si tinge di malinconia, mentre Zampanò e Gelsomina mettono in scena l'incapacità (specie di Zampanò) di comunicarsi il reciproco affetto. Uno spunto di riflessione quanto mai attuale, commenta Tosca, "in un'epoca come quella odierna basata sul consumismo, in cui si crede che conino solo i soldi e dove tante persone, nonostante abbiano bisogno l'una dell'altra, non se lo dicono e arrivano a perdersi".
Manuela Angelini
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