Salieri
Entertainment S.r.l. e La
Contemporanea 83 p.s.c.a.r.l.
presentano
GIANLUCA
GUIDI e MARIA
LAURA BACCARINI
in
PROMESSE PROMESSE
di
Neil Simon - musiche di Burt Bacharach
- liriche di Hal David
Traduzione e adattamento di Giorgio Calabrese
Regia
JOHNNY
DORELLI
Scene
ALESSANDRO CHITI
Costumi di
MARIELLA VISALLI
Coreografie
STEFANO BONTEMPI
Con
GIANLUCA
GUIDI, MARIA
LAURA BACCARINI, RENATO CORTESI, ALDO RALLI, GIANNI FENZI,
SILVIA DELFINO, ALESSANDRA KRUESI, STEFANO BONTEMPI, FRANCESCA
VARAGNOLO, STEFANIA FRATEPIETRO, BARBARA MORINI, PAMELA PAGANO,
LYNN JAMIESON, SILVIA FLORIDI, SILVANO MARRAFFA, MAURO MASCITTI.
Chi
Vi scrive non è il regista. E’ il figlio.
Il motivo? Il padre è un uomo atipico. E soprattutto
schivo.
Dopo
quest’ inizio dedicato alla famiglia Dumas parliamo
di “Promesse” che, speriamo, vengano mantenute.
La
prima Promessa: 2 anni fa telefonai a Giorgino (il lettore
va messo al corrente che il Sig. Dorelli, in famiglia, viene
chiamato così) annuciandogli il prossimo progetto teatrale
che avrei affrontato: “…….vorrei fare “Promesse,
Promesse” che ne pensi?” e lui: “L’ho
interpretato trent’ anni fa’ è un bellissimo
spettacolo, complicato, ma bellissimo. In bocca al lupo”
e io “Faresti tu la regia?” dopo una pausa che
nemmeno il miglior Gassmann avrebbe potuto mi dice “Non
ho capito la domanda”; “Faresti tu la regia?”
altra pausa (una telefonata costosissima) “va bene”
e io “me lo prometti?” “si te lo prometto,
però mi devi promettere che collaboreremo insieme,
e che ti occuperai tu di tutta l’organizzazione”.
“Prometto!”
Mio
padre (come al solito) aveva ragione “Promesse Promesse”
è uno spettacolo molto difficile. Ha una drammaturgia
eccelsa con personaggi di raro spessore nel panorama delle
commedie musicali. Grazie alla scenegiatura di Billy Wilder,
Simon scrive un copione completo, che, senza la splendida
musica di Bacharach, potrebbe vivere di vita propria.
Seconda
Promessa: “Adattamento, parole delle canzoni, musiche,
scene, cast, costumi e quant’ altro?” e io “Giorgio
Calabrese, Riccardo Biseo, Alessandro Chiti, Gianni Fenzi,
Aldo Ralli, Renato Cortesi e altri amici che ti presenterò
e Maria Laura naturalmente”.
“Va bene!”
Terza
Promessa: “Mi devi promettere che scritturerai come
mia assistente la Signora Fausta Mazzuchelli che all’epoca
della mia edizione era la prima ballerina” e io “promesso”.
Promesse
Promesse Promesse Promesse Promesse……………….così
è nato questo spettacolo………che è
il più importante della mia carriera. A 360°.
Coadiuvato
da una partitura mirabile con canzoni che sono, nel tempo,
diventate successi mondiali, Simon analizza i personaggi precedentemente
descritti da Wilder con un’ ulteriore dose di ironia
ma non trascurando la solitudine che riempie la vita dei protagonisti
di questa commedia. Forse perché scritta negli anni
’60 (il film è del 1960, il musical del 1967)
l’analisi del mondo visto da Simon e da Wilder lascia
fortunatamente spazio al sentimento e non all’ arrivismo
coatto. L’ ambizione di C. C. Baxter è in questo
caso sì anacronistica ma tenera e desolante. Fran Kubelik
crede ancora nell’ amore e nella felicità che
esso può dare. Non c’è la distruzione
del prossimo. Solo quella propria. Il “business world”
descritto non è fatto di telefonini, computers, internet
e quant’altro ma si rifà piuttosto (mi si perdoni
il paragone) alla canzonetta italiana “se potessi avere
mille lire al mese….una casettina di periferia….una
mogliettina assai carina……”. Non esistono
nevrosi (se non quella spiritosamente sessuale di un capufficio)
che deteriorano la vita di un individuo e che, se rappresentate,
deteriorano anche i film e gli spettacoli che le rappresentano.
Il neo-neorealismo è francamente insopportabile!
La
“Promessa” intesa come tale viene demolita durante
il dipanarsi della trama fino ad
alla canzone “Gli uomini vivono di promesse che non
mantengono mai, forse si fa per vanità……………”.
L’amore vince. L’ happy ending è garantito
sin dall’ apertura del sipario: un po’ perché
qualcuno ha visto il film, un po’ perché i due
protagonisti e le rispettive insicurezze non permetterebbero
un finale diverso.
Forse
qualcuno (io sì) vorrebbe poter vivere in un mondo
così.
BUON
DIVERTIMENTO
Gianluca
Guidi