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ASSOCIAZIONE NAZIONALE
TEATRO PRIVATO INDIPENDENTE
A.N.T.P.I.
 

AGLI ASSOCIATI DEL TEATRO PRIVATO INDIPENDENTE

Cari amici,

Riprendo a scrivervi perchè evidentemente le comunicazioni del Giornale dello Spettacolo non sono sufficienti e la vita associativa non è fatta solo di riunioni per rimettere insieme i pezzi di quella che è stata la nostra Federazione.

Partiamo pure da questo argomento, che ci ha molto coinvolti ma che attualmente, come saprete, è a un punto di stallo non facilmente superabile.

Credo che tutti abbiano letto l’articolo con cui Giorgio van Straten, Presidente dell’Agis, invitava le categorie a rispondere alla domanda se le ragioni dell’unità associativa del teatro italiano, dentro o fuori l’Agis, dovessero prevalere sui motivi di contrasto che si sono manifestati nel corso del nostro tentativo di dar vita a una Federazione del teatro. Vi allego la risposta che, a caldo, mi sono sentito di fargli avere e che il nostro Direttivo ha condiviso. La lettera è servita anche per agevolare una riunione tra tutti i presidenti e i vicepresidenti delle associazioni, che si è svolta martedì 23 gennaio con la presenza, per la prima volta dopo più di un anno, di tutti i settori, compresi quindi teatri stabili pubblici e circuiti.

Contrariamente a quanto è stato scritto sul Giornale dello Spettacolo, la riunione non è servita a formalizzare un “comitato tecnico”, ma solo a ricreare una atmosfera favorevole, a decidere di puntualizzare le identità e le necessità delle singole categorie in vista di una riformulazione della legge e del regolamento, a cercare di trovare dei punti di intesa sulle questioni pratiche che abbiamo sul tavolo e sulle quali corriamo il rischio che nessuno più lavori.

Questa è anche la sostanza vera della nostra lettera: ci sono alcuni argomenti che riguardano da vicino il nostro “sindacato d’impresa” e sui quali non dobbiamo troppo distrarci, pensando che il dibattito “politico” poi risolverà le cose.

Punto primo: abbiamo iniziato il secondo anno del triennio, con alcune incertezze nell’applicazione del regolamento e con il sospetto che non tutto filerà liscio al momento della liquidazione del saldo 2000 e dell’acconto 2001. Su suggerimento di un nostro associato abbiamo chiesto al Direttore Generale Rossana Rummo di fare un paio di seminari, a Roma e  Milano, sulle questioni applicative del Regolamento, con la presenza dei funzionari del Ministero che istruiscono le nostre pratiche e di tutti gli associati che ritengono di avere dei quesiti da porre. Dopo alcune incertezze, ci è stato risposto che l’Amministrazione preferisce fare una seduta specifica del Comitato per i Problemi dello Spettacolo – Sezione Teatro; in quella sede i rappresentanti delle categorie potranno porre le questioni di applicazione del Regolamento. Siccome pensiamo che il Comitato verrà convocato a breve, invito tutti gli associati a fornire elementi per la discussione, a presentare una propria casistica che valga a chiarire la regola generale, a sollevare insomma i propri dubbi interpretativi, inviando un fax all’UfficioTeatro dell’Agis. Cercheremo in questo modo di sottoporre un elenco circostanziato di quesiti all’Amministrazione.

Per quanto riguarda la liquidazione del 28 febbraio 2001, noi partiamo dal presupposto che tutte le aziende in regola abbiano ricevuto l’acconto del 2000; se così non fosse, fateci sapere le motivazioni addotte per la mancata liquidazione. Il nostro Ministero ha chiesto al Ministero del Tesoro la deroga per poter dare anche l’anticipo 2001, come previsto dalla norma: invitiamo gli associati ad essere prudenti nelle proprie previsioni, perchè l’esperienza recente ci induce a pensare che i tempi fissati dal Regolamento potranno non essere rispettati, almeno per la parte che riguarda l’anticipo 2001.

Punto secondo: abbiamo iniziato il secondo anno del triennio e sarebbe bene valutare la  situazione, in questo caso forse meglio con un’assemblea che attraverso comunicazioni scritte; dopo le elezioni, si parlerà certamente di come modificare legge e regolamento, sulla base delle esperienze in corso; ci sono stati  miglioramenti per quanto riguarda lo svolgimento delle nostre attività? I nostri associati sono in regola con la tabella di marcia che si sono dati all’inizio del triennio? In questi giorni stanno arrivando ad ognuno di noi le lettere dell’Amministrazione in cui si chiedono alcuni adempimenti formali per avere il saldo del 2000, ma soprattutto gli uffici comunicano la propria stima dell’attività quantitativa che ogni soggetto deve svolgere per ciascun anno del triennio. A noi risulta che su questa stima degli uffici sono nati problemi di interpretazione o comunque delle difformità rispetto a quanto il singolo soggetto aveva previsto; è importante segnalare ogni anomalia che si riscontra, perchè quei numeri sono la base per la conferma del contributo

Ricordiamo anche che il Regolamento  prevede solo per il terzo anno il recupero del 15% dell’attività eventualmente non svolta nei primi due anni del triennio e non viceversa: il testo è chiaro ed è anche stato oggetto di una ulteriore direttiva di Forlenza.

Punto terzo: abbiamo davanti a noi due scadenze che non possiamo decentemente rinviare, il rinnovo degli accordi contrattuali con gli attori e i tecnici e il rinnovo degli accordi produzione /distribuzione. Mentre nel secondo caso il compito è relativamente semplice, perchè si tratta di incontrarsi con i colleghi della distribuzione per aggiornare gli accordi fatti cinque anni fa per le questioni inerenti agli aiuti, ai pompieri, ecc. , nel primo caso c’è una certa disponibilità del sindacato a cambiare decisamente il quadro normativo, anzichè fare la solita revisione dei minimi. E’ evidente che l’argomento è troppo importante perchè due o tre persone o un solo direttivo si prendano la responsabilità di cambiare sostanzialmente gli accordi che stanno alla base della nostra vita aziendale. Per quanto mi riguarda io penso che sia arrivato il momento di mettere mano al contratto e di cambiarne decisamente l’impostazione; ma questo si può fare solo se c’è una discussione collettiva e se emerge una chiara consapevolezza della direzione che si sta prendendo. Sarebbe importante quindi che ci fosse una riflessione e un contributo da parte dei nostri associati.

Ho cercato di essere il più concreto possibile. Vi ricordo che per poter avere un reale scambio di pensiero, visto che il contatto personale tra 80 associati è difficile e le assemblee non si possono fare troppo di frequente, sarebbe veramente indispensabile che ognuno inviasse il proprio indirizzo di posta elettronica all’ufficio prosa. All’interno del Direttivo la cosa funziona; non si capisce perchè non dovremmo allargare il raggio della nostra capacità di informazione.

Un cordiale saluto a tutti

Per il Teatro Privato Indipendente
Fioravante Cozzaglio

* Piccola nota amministrativa: vi ricordo che nella legge finanziaria 2001 è stato abolito il divieto di cumulo per chi ha una pensione di vecchiaia o una pensione di anzianità pari o superiore a 40 anni; in pratica questo vuol dire che questi soggetti non debbono più pagare la trattenuta della pensione. Questo provvedimento sarà evidentemente spiegato meglio in una apposita circolare dell’Agis e dell’Enpals, ma è importante che ne parliate con i vostri commercialisti, perchè decorre dal 1 gennaio 2001.

** Mi giunge notizia in questo momento che è passata in Senato una legge ordinaria che prevede che, a partire dal 1 gennaio 2002, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali riceverà 10 miliardi di lire per finanziare la spesa per i Vigili del Fuoco nei teatri lirici e di prosa. 

Fioravante Cozzaglio
03.02.2001


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