Si diploma alla scuola di regia del Piccolo di Milano nel 1979. Dopo essere stato assistente alla regia di Scaparro e Olmi, nel 1982 inizia la sua carriera di regista. Maccarinelli sceglie di mettere in scena testi contemporanei, in cui il linguaggio è la chiave per trasformare situazioni quotidiane in vicende esistenziali di valore universale.
Ricordiamo solo alcune delle sue regie:
Teppisti! di Giuseppe Manfridi (Roma, 1985);
La fiaccola sotto il moggio di D'Annunzio, con Pamela Villoresi (Roma, 1986);
Giacomo, il prepotente di Giuseppe Manfridi, con Elisabetta Pozzi e
Massimo Venturiello (Genova, 1989; ne ha curato la regia televisiva nel 1998);
Alla meta di T. Bernhard, con Valeria Moriconi (Astiteatro, 1989);
L'ospite desiderato di Rosso di San Secondo (Roma, 1990);
I soldi degli altri di J. Sterner, traduzione italiana di Masolino D'Amico (Cento, 1991);
Verso la fine dell'estate di C. Repetti, con Anna Galiena, Massimo Ghini e Paolo Graziosi (Spoleto, 1992);
Festa d'estate di Terence Mac Nally (Latina, 1993);
Scuola romana di E. Siciliano (Maccarinelli è anche scenografo; Roma, 1994);
Dinner Party di Pier Vittorio Tondelli (Reggio Emilia, 1994);
Vita col padre di Clarence Day, con Paola Gassman e Ugo Pagliai (Roma, 1994);
Pallida madre tenera sorella di Jorge Semprun, con Gianrico Tedeschi e Moni Ovadia (Milano, 1996);
La partitella di Giuseppe Manfridi (Narni, 1996);
Il riformatore del mondo di T. Bernhard, con Gianrico Tedeschi e Marianella Laszlo (Milano, 1997);
Operette Morali di Roberto Cavosi da Leopardi (Roma, 1998).