Nel silenzio un canto dolce e forte per i DESAPARECIDOS
IL MATTINO 20 ottobre 2000 di Enrico Fiore
…I versi del tango "Silencio", che Manuel Puig cita in epigrafe del suo romanzo "Una frase, un rigo appena", mi sono ritornati in mente mentre assistevo a "Buenos Aires non finisce mai", lo spettacolo di Vito Biolchini ed Elio Turno Arthemalle con cui La Contemporanea 83 ha aperto la stagione del Primo di Napoli: non solo, s'intende, per via d'assonanze, ma anche e soprattutto perché proprio il silenzio è il protagonista assoluto dell'allestimento in questione
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Si tratta del racconto, ispirato al romanzo-documento di Massimo Carlotto "Le Irregolari"(Buenos Aires non finisce mai)- che svolge in prima persona Elsa Martina D'Amico, emigrata in Argentina e moglie di Francesco, uno dei trentamila desaparecidos voluti dalla giunta militare a partire dalla fine degli anni Settanta.
Ed eccolo il silenzio: è quello tormentoso di chi li cerca e può trovarli solo nel ricordo, che però confonde e a poco a poco cancella i tratti della realtà; è quello instancabile delle madri e delle donne che girano in tondo nella Plaza de Mayo; è quello colpevole della comunità internazionale; ed è, infine, quello a cui tendono le parole, nell'indomito tentativo di sottrarsi al ricatto del sentimento.
Sì, è il silenzio il motore potente di questo spettacolo. Ma lo sappiamo, è a partire dal silenzio che riconosciamo il rumore: ed anzi, più grande è il silenzio, più grande e riconoscibile è il rumore che se ne leva.
….Non ho bisogno di dire della straordinaria bravura e della toccante, e pure sorvegliatissima partecipazione che mette in campo l'interprete, Ottavia Piccolo; né della discreta, e pure efficacissima (vedi, tanto per fare un solo esempio, quella folla di leggìi vuoti!), regia di Silvano Piccardi….
Enrico Fiore