DONNA NON RIEDUCABILE
di Giorgia Bottani- Associazione Anna Politkovskaja.
C’è chi si occupa di Cecenia parlandone alla gente, organizzando incontri con i testimoni per dare la possibilità a tutti di ricordare quali sono le domande giuste da farsi, nel tentativo di resistere all’abulia di stampa e televisione che ci servono risposte preconfezionate sulle sorti di uomini e donne che ci muoiono accanto, a pochi chilometri dalle frontiere europee.
E c’è chi, come Stefano Massini, decide di parlare alla gente attraverso il teatro, per dare voce a quell’urgenza di “fare qualcosa”, di reagire a quel senso d’ingiustizia che brucia, all’orrore, alla violenza di dover prendere atto che una donna, una giornalista, viene assassinata per avere fatto il proprio lavoro denunciando la barbarie della guerra e le sofferenze dei civili.
Il suo “Donna non rieducabile” fa vedere “ da dentro” il lavoro di Anna Politkovskaja attraverso venti quadri illuminati su diversi momenti della sua vita e del suo lavoro; venti volte in cui Anna Politkovskaja, i suoi pensieri, il suo punto di vista, le sue emozioni, rivive attraverso Ottavia Piccolo.
L’intensità della sua performance non è solo l’interpretazione di una bravissima attrice, ma ci fa sentire che sul palco c’è una donna che si identifica profondamente con quei valori di libertà e difesa dei diritti umani per cui Anna Politkovskaja è stata assassinata. Ci fa sentire che quello è il modo di Ottavia Piccolo di “fare qualcosa”, far rivivere per un momento attraverso la sua voce e il suo corpo sul palco, Anna Politkovskaja.
Alla fine dello spettacolo, ci sembra ancora più difficile credere che Anna non ci sia più per davvero.