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PICCOLO FA RIVIVERE LA POLITKOVSKAJA
di Lorenzo Colombo
Mercoledi scorso “Donna non rieducabile” ha fatto il tutto esaurito ed è stata una serata di grandi emozioni al De Andrè.“Donna non rieducabile”, uno spettacolo intenso, emotivamente impattante, che ha rapito per oltre un’ora e un quarto i 400 spettatori assiepati al teatro “Fabrizio de Andrè” di Mandello del Lario, per l’occasione strapieno.
Sul palco, mercoledi scorso, l’attrice Ottavia Piccolo accompagnata dall’arpa magica di Floraleda Sacchi.
All’artista l’arduo compito di far rivivere Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata il 7 ottobre 2006 con quattro colpi di pistola, poco prima che venisse pubblicata la sua inchiesta sulle torture dei Russi in Cecenia. La colpa della Politkovskaja è stata quella di aver fatto il suo lavoro, ovvero raccontare ciò che stava accadendo in quella terra lontana massacrata dalla guerra.
Scarna la scenografia voluta dal regista Silvano Piccardi: un’arpa, un tavolino, una sedia. Ma a far correre l’immaginazione e i pensieri del numeroso pubblico è stato il racconto incalzante di Ottavia Piccolo, capace di ridare voce e vita alla giornalista russa.
Non un documentario, ma un vero e proprio teatro civile che attraverso la forza della parola e delle emozioni, riesce nella duplice funzione di comunicare in modo universale il messaggio che sottende alla storia della Politkovskaja e ne contempo a ridare voce alla giornalista russa.
La storia infatti è una sorta di cartina di tornasole anche dell’Italia di oggi, dove chi racconta la verità finisce morto ammazzato come Peppino Impastato o è costretto a vivere sotto scorta, rintanato come un ratto, come Roberto Saviano.
“In Italia c’è libertà di stampa ma non libertà d’informazione” ha avuto modo di dire la stessa Ottavia Piccolo in una precedente intervista, come del resto, due ore prima dello spettacolo durante la presentazione del libro “Anna Politkovskaja”, ha sottolineato a più riprese anche l’editore Marcello Corvino.
Il libro, che contiene il dvd “Il sangue e la neve” è di Stefano Massini, autore fiorentino che ha riscritto e reinterpretato i pezzi della giornalista russa in modo straordinario.