L’attore nei panni di un personaggio in una beauty farm. Fantoni firma la regia mescolando il mito all’attualità
Corriere del Veneto - Massimiliano Cortivo intervista Gioele Dix
Il mio Edipo? Senza polvere e col sorriso” Gioele Dix a Pieve di Soligo: ho trovato nuovi spunti tra le pieghe della tragedia
PIEVE DI SOLIGO
(Treviso)- Un Edipo che fa riflettere, che appassiona come sempre ma che per la prima volta prova anche a far sorridere. E a giudicare dalle prime risposte della platea (lo spettacolo ha debuttato il 29 ottobre scorso al Borgatti di Cento) ci riesce benissimo. E’ “Edipo.com”, il nuovo spettacolo di Gioele Dix per la regia di Sergio Fantoni che stasera debutta nel Veneto al Teatro Careni di Pieve di Soligo e domani sarà a Cittadella.
Dove avete trovato i lati leggeri nell’enorme tragedia riportata da Sofocle?
“Sgombriamo subito il campo da equivoci. Non abbiamo preso spunto da una storia conosciutissima ed universale per costruirci sopra uno spettacolo tutto da ridere- spiega Gioele Dix- . con Sergio Fantoni, che tra l’altro si è messo totalmente in gioco curandone la regia, abbiamo lavorato per mesi attorno alla storia di Edipo e abbiamo capito che tra le pieghe della tragedia, non eliminate peraltro dalla nostra versione, potevano trovare posto anche alcuni spunti più divertenti. Ma il nostro vuole essenzialmente essere un lavoro che toglie la polvere dal mito, che lo attualizza in tutto e per tutto”.
Che accade in scena?
“Io recito il ruolo di un personaggio che si trova all’interno di un centro benessere, uno di quelle beauty farm che vanno tanto di moda. In realà si scopre – e qui ognuno di noi faccia un esame di coscienza – che dovrebbe curarsi più la testa del fisico. Poi, seguendo proprio la fabula della tragedia, spiego ad un infermiera – resa benissimo a mio giudizio da Luisa Massidda – la storia dell’Edipo Re di Sofocle. Per tutta la durata dello spettacolo mescoliamo le porzioni tragiche del mito con accenni (spesso critici) alla contemporaneità. Sofocle ci dà ottimi spunti: da tiresia, che per noi diventa un mafioso, a quel “re straniero” che oggi farebbe molto discutere visto il gran parlare sul tema dell’immigrazione”
Il finale?
“Non è tragico. Edipo non si acceca. Abbiamo pensato: perché si deve condannare? In fondo non ha nemmeno avuto un processo. E allora nella nostra versione rilascia una sorta di dichiarazione spontanea e cerca di scagionarsi. Facendolo se la prende pure con Freud, accusato a suo dire di essere andato troppo spesso a ficcare il naso nella sua storia privata.
Massimiliano Cortivo