UN GASTONE MAIEUTICO NELLA REGIA DI VENTURIELLO
EUROPA – 1 luglio 2006 - Alessandra Bernocco
Il richiamo alla cronaca di questi giorni è irresistibile. Subrettine giulive dalle belle speranze riposte in premurosi signori in disarmo, produttori ammiccanti tra manie di grandezza e conti in sospeso. Blasoni acquisiti, millantatori di credito, divette rampanti e sdilinquite fanciulle, raggirate dalle promesse del primo venuto.Qualcosa di simile accade in “Gastone”, emblematica commedia di Ettore Petrolini, resa celebre da Alberto Sordi,e Gigi Proietti, e ora riproposta da Massimo Venturiello, nell’adattamento di Nicola Fano.
Doppi sensi incalzanti, neologismi bizzarri, strafalcioni, francesismi, fonemi di risonanza d’oltralpe, sono la griglia di un copione dove musica e canzoni la fanno da padrone.
Da parte sua Venturiello, protagonista e regista generoso e “maieutico”, dirige gli attori da attore, e si vede.
Il lavoro è fluido e sereno, affidato a una compagnia di undici artisti di formazione diversa, in grado di recitare, cantare e ballare.
A cominciare da Tosca, nel ruolo primario di Lucia Sabbatini. Alla romanissima soubrette, ribattezzata Lucette d’Antibes, caparbia e ingenua come i suoi sogni di gloria, regala momenti visionari e poetici con le canzoni, su musiche di Germano Mazzocchetti eseguite dal vivo, rese con virtuosistiche variazioni tonali, e con la recitazione disinvolta, spontanea, incredibilmente colorata.