E' normale che il trascorrere del tempo aiuti ad assestare i giudizi sulle letture dei testi contemporanei. Può quindi accadere a uno scrittore scomparso lo scorso anno come Arthur Miller che se ne possa rivalutare ora l'ultimo periodo meno ambizioso ma più sincero.
“Giù dal monte Morgan”, uno degli ultimi testi di Miller è la storia di un bigamo intraprendente negli affari e in amore, convinto di avere fatto felice due ignare mogli; fino al giorno in cui la sua Porche cade in un burrone durante una tempesta di neve, lui finisce in ospedale e patatrac, la verità viene a galla.
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Arthur Miller, Amore e Politica
di Furio Colombo (L'Unità, 11 febbraio 2005)
Tre immagini restano in mente di lui: la ripresa filmata della seduta al Senato degli Stati Uniti. Arthur Miller, giovanissimo autore di teatro già famoso, già noto nel mondo, tiene testa al senatore Mc Carthy, che lo accusa di comunismo, rifiuta di fare nomi di complici, rifiuta persino di vendicarsi del fraterno amico Elia Kazan, che lo ha denunciato per liberarsi dalla persecuzione.
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