Dietro l'incanto di un maturità ancora seducente e sontuosamente candida fa capolino l'intelligenza e la furbizia di Ottavia Piccolo in un ruolo finalmente divertente, e truffaldino. Una mariuola di classe. Una gran bella coppia.
Sergio Fantoni
Breve riassunto de "Il libertino"
di Eric-Emmanuel Schmitt
Diderot, ospite del barone d’Olbach, occupa un padiglione di caccia in fondo al parco. Una certa madame Therbouche, pittrice, un po' polacca e un pò prussiana, fascinosa e provocante, tenta di fare il ritratto al maestro. Ma non é soddisfatta, il maestro è inafferabile.
Forse se il modello fosse nudo la sua ispirazione ne guadagnerebbe. Diderot non è del tutto contrario. Accetta. E mostra, senza ambiguità," la crescente espressione della sua fermezza d’animo".
La situazione é sul punto di precipitare in un superbo amplesso ma è interrotta da frenetici colpi alla porta. E’ Baronnet, factotum di Diderot: Rousseau, incaricato di scrivere l’articolo sulla morale per l’Enciclopedia, ha rinunciato. Il barone d’Holbach, possibile sostituto, è introvabile. Gli altri collaboratori dell’Enciclopedia sono fuori portata.
Tocca al maestro improvvisare l’articolo "morale". Il desiderio appena represso ha lasciato Diderot in uno stato di grande eccitazione e pur contrariato tenta di buttar giù qualche cosa. La morale sarà:" Il desiderio del Bene, il desiderio di conseguire e abbracciare il Bene, come quando ci si avvicina a una donna velata che desiderosi di spogliarla lentamente e che , finalmente nuda, ci mostrerà la verità...Madame Therbouche ha appena il tempo di obbietttare:" Siete sicuro di essere governato dalla vostra mente? Non è piuttosto la vostra coda a guidare le vostre azioni? "...che di nuovo qualcuno batte alla porta. E’ madame Diderot.
Madame Therbouche si nasconde nella stanza accanto da dove attraverso una finestrella sulla porta può ascoltare e vedere tutto. Diderot improvvisa per la moglie un appassionato elogio della leggerezza in amore condito con un attacco contro il matrimonio: "Una mostruosità nell’ordine della natura".
Uscita la moglie stordita, incantata e appagata ecco la terza visita: quella della incantevole giovane figlia del barone d’Holbach che con le sue provocazioni rischia di farlo cedere, cosa non proprio impossibile.. La giovane donna vuole un figlio, là su due piedi, con un uomo maturo, sposato e intelligente. Da mangiarsela. Irresistibile. Come non essere d’accordo? Così il maestro gli serve un altro bel discorso che è il contrario dei precedenti. Ma un momento! La richiesta della giovane donna era fatta a nome di una sua compagna, la figlia di Diderot che, infatuata di un imbecille, un certo Danceny, desidera un bèbè da lui, ma non lo vuole come marito. Un marmocchio senza papà in famiglia. Mai e poi mai! E quì il filosofo si lancia in un appassionato panegirico dei valori tradizionali.
Così tra una accorata difesa di valori opposti , continui quiproquo, il focoso pensatore così sicuro dei suoi principi è costretto a smentirsi e a farsi beffe delle sue certezze. Alla fine rinuncerà a scrivere l’articolo in questione: Morale rimanderà a Etica e Etica a Morale. Il ritorno di madame Therbouche, dopo la scoperta di un peccatuccio truffaldino della stessa, lo riporta sotto lo sguardo attento e seducente della pittrice, unito a lei dalla comune ansia di ricerca del Bene comune, altrimenti detta felicità.
Eric-Emmanuel Schmitt