MONSIER DIDEROT, VORREI RITRARLA SENZA NIENTE ADDOSSO
di Maria Grazia Gregori - L'UNITA' Milano, 07 maggio 2001
In scena al Piccolo Teatro "Il Libertino", del drammaturgo-filosofo Eric-Emmanuel Schmitt.
Il pubblico ride e applaude a scena aperta.
Anche i più grandi hanno le loro debolezze. Succede, per esempio, ai campioni dell'intelligenza e del pensiero. Perfino i filosofi possono essere ritratti nudi con tutti i loro difetti…è quello che capita a Denis Diderot, nella commedia "Il Libertino", e chi lo mette in una situazione di "spogliarello", allo stesso tempo reale e intellettuale, è il quarantunenne drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt, … che Diderot lo conosce bene, avendogli dedicato anni e anni di studi e una tesi di gran peso.
Un innamoramento a trecentosessanta gradi, insomma, che ha dato i suoi frutti con "Il Libertino" in questo caso anche grazie alla scoppiettante interpretazione di Ottavia Piccolo e Gioele Dix.
Dintorni di Parigi, seconda metà del Settecento, Denis Diderot è ospite del barone d'Holbac, filosofo anche lui….
Diderot scrive, si distrae e, soprattutto, posa per una vera e propria avventuriera, Madame Therbouche, metà francese e metà prussiana, pittrice a tempo perso.
La donna gli chiede di spogliarsi, di posare nudo, Diderot, che è sul serio un libertino e che è anche un gran esibizionista, cede alle sue richieste….
Su questa vicenda Schmitt costruisce un testo abile e ben congegnato, una specie di farsa intellettuale e no, con donne (la moglie gelosa, la figlia vogliosa, la giovanissima fanciulla d'Holbac pronta a tutto), un segretario petulante che vuole, sui due piedi, che Diderot scriva una voce intitolata "morale" perché all'ultimo momento Rousseau ha dato forfait…
Sergio Fantoni firma la regia di questa edificazione al contrario con palese divertimento, puntando con intelligenza sugli attori che sono il perno di questo tipo di teatro.
Nella candida scena di Nicolas Bovey, un cilindro a metà su cui si apronoporte, finestre, pertugi, concentra, con ritmo perfetto e sostenuto, il gioco interpretativo, le schermaglie amorose che hanno per protagonisti una fulgente, trascinante, duttile Ottavia Piccolo che è una Madame Therbouche insinuante e un sorprendente Gioele Dix che dà al suo Diderot una forte corporeità, una sottile introspezione da simpatica canaglia, da uomo, per una volta, trasformato in oggetto del desiderio e non in soggetto desiderante.
Accanto ai due protagonisti, gran bella coppia, segnaliamo la moglie gelosa e inquieta di Giorgia Senesi, la ragazzina D'Holbac che ne sa una più del diavolo della brava Francesca Brizzolara, gli spasimi erotici di bambina capricciosa di Marcella Formenti, la predestinata ingenuità del segretario Baronnet di Roberto Turchetta. E il pubblico? Ride, si diverte, applaude anche a scena aperta.