La commedia di Candido ovvero l’avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro
di Valeria OttolenghiStefano Massini è drammaturgo raffinato, agile, colto, capace di mescolare storia e metateatro, mettendo in scena Kafka e una ex terrorista nelle carceri italiane, Van Gogh, la Politoskaia e un campo di sterminio alla sua liberazione, affrontando problematiche e modalità espressive differenti con coraggio e ironia, così aderente alla verità da poterla inventare senza temere di tradirla, una coerenza rigorosa e giocosa insieme, un’intelligenza lucida e vorticosa ad un tempo, una raccolta di suoi testi pubblicati da Ubu Libri, già numerose le traduzioni in varie lingue. E anche questa volta, con <La commedia di Candido ovvero l’avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro> (ma il titolo proseguiva anche oltre: <con tutto lo scompiglio che ne seguì>), visto al Teatro Magnani di Fidenza, Massini ha saputo raggiungere esiti eccellenti, con Ottavia Piccolo che è Augustine, un’attrice che non riusciva più a vivere facendo il suo lavoro arrivando quindi a recitare felicemente e proficuamente nella vita, e Vittorio Viviani, che affronterà con allegria caricaturale tre figure straordinarie della cultura occidentale Diderot, Rousseau e Voltaire, in un divertente gioco d’invidie, reciproco spiarsi, manoscritti trafugati, rivalità e rivalse che poco sembrano rispecchiare la vasta complessità e profonda ricchezza del loro pensiero. Al centro di questo mulinello teatrale con molti tratti della commedia dell’arte tra travestimenti, equivoci, scherzi, battute, una delle più popolari opere di Voltaire: perché <Candido> stava creando ansie un po’ in tutti, nei filosofi che temevano di veder deriso il proprio pensiero, ma naturalmente, e soprattutto, nei rappresentanti dell’ordine costituito, religiosi e militari che si stavano infatti già preparando a censurare in anticipo il libro e a metterne in prigione l’autore. Anche gli abiti tendono all’eccesso, con elementi buffi e grotteschi, mentre la scenografia, più anonima e astratta, definisce gli spazi con i nomi di chi vi abita: Diderot, Rousseau, Voltaire, <santi lumi> l’intercalare...Una piacevolissima serata, applauditi con molto calore e allegria tutti gli interpreti.