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IL TEATRO DI RADIO 3 - SPECIALE POLITKOVSKAJA


OTTAVIA PICCOLO - APPRESCINDERE, 13/10/2011


OTTAVIA PICCOLO - MILLEPAGINE, rai.it, 20/09/2011


OTTAVIA PICCOLO - CHE TEMPO CHE FA, 20/03/2011



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La Strada
Teatro Avvelenato
Lasciate perdere il film. Si, lo so, è un capolavoro intoccabile, la Masina è grandiosa, Fellini è un mastro assoluto, si si si.... Però...
Se cancellate quello che vi ricordate del film e vi mettete davanti a questo spettacolo senza pre-giudizzi, allora un mondo di poesia e magia vi arriverà in qualche modo. Vuoi per la bravura degli interpreti (tutti), vuoi per la voce di Tosca che è sempre un piacere, vuoi per Venturiello che è perfetto e generosamente gioca al ribasso il più possibile per dare maggior spazio agli altri, alla storia, alla regia (sempre sua), pur avendo un ruolo ingombrante. La scelta direttiva non è tra le più facili e s'intuisce la difficolta del meccanismo in più punti ma tutto è trattato con grande capacità dall'intera compagnia. Non c'è una sbaffatura, un momento morto, qualcosa lasciato al caso. No! Qui è tutto molto deciso, voluto e curato. Ce ne fossero di più di Registi che sanno tenere in piedi una macchina come questa con tecnica, si, ma anche sensibilità. Bravo! E bravi tutti gli attori che animano e danno voce al coro e a tutti i personaggi che ruotano intorno a questa storia. Una menzione particolare a Tosca che gioca vocalmente benissimo senza esagerare nel "belcanto" e predilige l'interpretazione alla potenza della sua voce che c'è e lo sappiamo. Scelta azzeccatissima in questo caso, è il personaggio che lo richiede. Sarebbe impensabile pensare Gelsomina che canta a pieni polmoni come in un concerto. Per una interprete come Tosca non deve essere stato facile ma l'intelligenza e la sensibilità vincono. Le musiche originali di Germano Mazzocchetti, non sono proprio un capolavoro e i testi delle canzoni ben lontane dal capolavoro ma si lasciano ascoltare con piacere grazie anche agli interpreti chiari d'emisione e con belle voci preparte a dovere. L'operazione in se può sembrare incomprensibile: perchè trasformare in teatro quello che già il cinema ha reso in maniera perfetta? Non c'è risposta, ma quando quello che viene fuori è di questi livelli, va benissimo.