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STAGIONE 2009/2010
La Strada - recensione
di Daniela Domenici - Italia Notizie
La magia visionaria di un maestro come Federico Fellini unita alla passione per il proprio mestiere e alla preparazione musicale e scenica: questo e tanto altro abbiamo applaudito a lungo, unendoci al numerosissimo ed entusiasta pubblico presente, al teatro Ambasciatori di Catania in “La strada”, dramma con musiche tratto, appunto, dal celeberrimo film di Fellini, da Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi con la regia di Massimo Venturiello che ne è anche il protagonista, oltre che autore delle musiche con Nicola Fano, insieme a Tosca.
Per una volta non troviamo nel nostro vocabolario sufficienti aggettivi per tributare i dovuti complimenti e che rendano l’idea di quanto magico ed eccezionale sia stato lo spettacolo a cui abbiamo assistito. Iniziamo dalla visionaria scenografia di Alessandro Chiti che ci ha ormai “viziato” con le sue trovate sceniche sempre originali e perfettamente aderenti al testo; continuando con gli splendidi e coloratissimi costumi clowneschi che Sabrina Chioccio ha immaginato e fatto indossare ai coprotagonisti; e poi il disegno luci affascinante di Iuraj Saleri, le commoventi musiche di Germano Mazzocchetti e le ottime coreografie di Fabrizio Angelini.
E ora passiamo ad applaudire i sei bravissimi coprotagonisti, alcuni dei quali hanno interpretato più di una parte, sempre perfettamente. Ci ha colpito la splendida voce di ognuno di loro, da Gabriella Zanchi a Chiara Di Bari, da Dario Ciotoli a Barbara Corradini a Franco Silvestri che è stato bravissimo nell’ impersonare Fiore, il burbero proprietario di un circo un po’ sui generis che è anche lo specchio di uno spaccato di umanità. Ci ha commosso per la dolcezza e la magia della sua interpretazione Camillo Grassi, che è anche l’aiuto-regista di questo spettacolo, nel ruolo del Matto, l’unico che regala un po’ di attenzione e di dolcezza alla protagonista Gelsomina, ruolo che nel film fu della grande Giulietta Masina, e che qui viene splendidamente, e vorremmo utilizzare per lei e per Massimo Venturiello tutta una serie di aggettivi encomiastici che tralasciamo ma che potete aggiungere voi, portato sulla scena da una Tosca eccezionale nel dipingere quest’anima spaventata, sola, mai amata, semplicemente disarmante. Massimo Venturiello dà vita, con una bravura che lascia piacevolmente stupiti, ad uno Zampanò brutale, rozzo, manesco ma che, in fondo, è un poveraccio come tutti gli altri personaggi che incontra sulla strada, anche lui un “ultimo tra gli ultimi”, ed è anche per questo che, in conclusione, Massimo Venturiello dichiara: “dedichiamo questo spettacolo ai randagi che abitano la strada”.