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UN TEATRO CANDIDO COME L'ONESTA'
di Furio Colombo
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Dal diario delle prove

Venerdì 10 dicembre
Quello di Gilles e Lisa è un continuo scambio di frecciate, sottotraccia, che pungono e feriscono perché parlano di cose “vere”, che appartengono al loro vissuto, alla loro esperienza vissuta, sudata, di coppia, di marito e moglie. Tutti e due, malgrado la copertura della menzogna, indossano un po’ alla volta la loro maschera abituale, quella di marito e moglie. Si risente l’odore, il sapore, delle loro liti familiari; il tono di lui, un po’ a prendere in giro, quello di lei che si sforza di non raccogliere le provocazioni, di superare le difficoltà col sorriso e la leggerezza…. Anche se le bugie abbondano, ognuno di loro è uguale a sempre, rispetto all’altro. Gilles, leggermente arrogante, ironico-cinico, saccente, con quel tono di superiorità nei confronti di lei. Lisa luminosa e radiosa, come lui la vuole, come piace a lui, che si comporta come se niente fosse successo, come se una nuova vita dovesse iniziare con l’uomo, che tutto sommato, ama. È leggera, non reagisce alle punture, alle battute critiche, alle domande insidiose di Gilles, si tiene lontana da reazioni che possano svelare il suo sotterraneo malessere, la paura che le attanaglia lo stomaco. Non accetta le provocazioni di Gilles. Una grande performance! Vuole essere perfetta, dimenticare quello che è successo. Anzi, per lei, è come se nulla fosse successo. Sembra finalmente cedere al desiderio terribile di farsi stringere tra le braccia, di sentirsi di nuovo tra le braccia di Gilles, quando c’è l’intoppo di Portofino! Allora diventa furiosa. Si sente umiliata, presa in giro…il mondo le crolla addosso…

Sabato 11 dicembre

Oggi affrontiamo lo “svelamento” dei personaggi. Sono entrati in scena, nella casa, in un certo modo, hanno attraversato un terreno sconosciuto, nel senso letterale, hanno fatto un viaggio in una terra fino ad allora sconosciuta, durante il quale quasi tutte le idee, le certezze, le ipotesi, con le quali erano partiti si sono trasformate in qualcos’altro che lentamente sta venendo alla luce. Adesso sotto la spinta di questa “nuova situazione”, che viene dopo l’esperienza passata, che succede ai due personaggi? Cambieranno? “Come” cambieranno? Lei era luminosa, se vogliamo un po’ artefatta, come sarà ora? Finalmente libera e sincera di esprimersi come vorrebbe? Veramente trasgressiva, antica e moderna, insomma sarà quello che “è”? E lui? Altezzoso, scettico e cinico, intellettualmente distaccato prenderà coscienza di quel tanto di gelosia di sé, della sua autoreferenzialità, che esclude anche il tentativo di qualsiasi rapporto felice?

Mercoledì 15 dicembre
Ho detto a Lisa di comportarsi come se lei “sapesse” il gioco di Gilles. Il suo “contro-gioco” è la sua vendetta per la crudeltà pensata da Gilles. Con questo retro pensiero tutto il comportamento di Lisa diventa, più ambiguo, sottilmente ironico, ma compatibile con il suo ruolo di donna che vuole riavere un Gilles diverso e uguale allo stesso tempo

Venerdì 17 dicembre

Non è semplice tenere il rapporto di Gilles con Lisa sul piano dell’inchiesta, dell’indagine, senza cadere nel gioco sentimentale diretto, al fine di chiarire che le menzogne di Gilles sono strumentali, tese a rispondere alle domande per lui fondamentali: cosa c’è tra di loro che non va? La menzogna è l’unica maniera per raggiungere una parte della loro verità. Ogni altro approccio diretto è troppo difficile. Solo “in maschera” la coppia può, forse, confessare le proprie debolezze, le proprie vigliaccate.

Sabato 18 dicembre
Riflessioni sulla menzogna, le bugie, la verità.
Solo navigando tra le luci e le ombre delle persone, tra le tante bugie, e le supposte sincerità, è possibile intravedere un immagine della realtà. E questo vale anche per tutti noi. Non sappiamo quasi nulla di noi stessi. Anche nel momento di maggiore sincerità travisiamo le nostre verità, ci nascondiamo a noi stessi. “Conosci te stesso!” È una parola! Districarsi in questa rete di menzogne, coscienti e no, è estremamente complicato. Ma non abbiamo altra strada per “conoscere” il mondo che ci circonda.

Sergio Fantoni